Come il vaccino anti-Covid-19 potrebbe diventare obbligatorio

“Il lavoratore, se ha rifiutato l’inoculazione, dovrà fornire adeguata documentazione (medica) che ne attesti l’impossibilità della somministrazione, non rilevando questioni di privacy, trovandoci in emergenza sanitaria che giustifica temporanee limitazioni anche di alcune libertà fondamentali in favore della tutela collettiva della salute; sicché a nulla rileva essere no-vax” si legge in un articolo pubblicato su altalex.

L’autodeterminazione individuale per le cure mediche dovrebbe dunque passare in secondo piano, proprio come tutti gli altri diritti fondamentali cancellati in nome dell’emergenza sanitaria. Ma in questo caso ritengo necessaria un’ulteriore riflessione: la contingente emergenza sanitaria può giustificare anche le eventuali complicazioni di lungo periodo che potrebbero derivare alla persona che ha subito l’inoculazione? Al di là degli effetti collaterali immediati e comprovati (seppur meschinamente nascosti dai media), un vaccino creato in così poco tempo non può essere somministrato ai cittadini con la certezza dell’assenza di effetti collaterali nel lungo termine; rischio, quest’ultimo, che richiederebbe un lasso di tempo molto più lungo di quello dedicato alla sperimentazione della cura.

Tutti coloro che in questo periodo vengono spregiativamente bollati come “no-vax” sono, nella maggior parte dei casi, solo persone impaurite dal ricevere una cura che potrebbe portare più danni che benefici; impauriti dal dover essere delle cavie di un medicinale di cui non si sa nulla. Come biasimarli?

Nonostante ciò è ormai risaputo che il lavoratore è, nel rapporto di lavoro, un contraente debole: ha bisogno di lavorare per vivere ed il datore di lavoro è proprietario dei mezzi di produzione; non è difficile capire che sarebbe disposto a tutto pur di mantenere un’occupazione, anche di superare la paura degli effetti collaterali del vaccino anti-Covid.

Se messo alle strette dal datore di lavoro, la scelta non sarebbe più tra il rischio di contrarre il Covid e il rischio del verificarsi di effetti collaterali legati al vaccino, entrambi i casi probabilistici; la scelta sarebbe tra la certezza di perdere il posto di lavoro, in un periodo di crisi economica, e la probabile comparsa di effetti collaterali.

Ecco dunque che, senza bisogno di richiamare articoli su articoli della nostra Costituzione o di chissà quale Convenzione, il vaccino diventerebbe, nella pratica, obbligatorio.

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