Il medico eretico

Nel Medioevo la sola accusa di stregoneria o eresia da parte di una persona del popolo era sufficiente a condannare la povera accusata al rogo, fondata o infondata che fosse. Ai tempi del Covid-19, chi dice la sua verità, o magari riporta semplicemente dei dati, subisce un trattamento simile. Oggi però ci sono i social, queste meravigliose piattaforme online che ci consentono di condividere con un click la nostra opinione col resto del mondo.

Così chiunque può incitare a denunciare un medico, nonostante la sua qualifica professionale, per aver semplicemente rassicurato una bambina, riportando peraltro dati reali sui contagi da Covid-19 nella provincia nella quale opera.

In questo ambiente di terrore una ragazzina 15enne ha persino paura di tornare in classe dopo un periodo di quarantena. Fortunatamente risultata negativa al Sars-Cov-2, si reca dunque con la mamma dal medico per il rilascio del certificato di rientro a scuola, ed esprime la sua paura di tossire in classe, temendo che quel colpo di tosse le sarebbe potuto costare il ritorno in “aula Covid”.

Il medico tenta di rassicurarla, dicendo semplicemente che, relativamente alla sua provincia, i positivi sono stati quasi tutti asintomatici; quelli con polmonite sono riusciti a risolverla in poco tempo e senza complicazioni. Raccomanda poi di porre attenzione alle notizie che vengono quotidianamente rilasciate alla televisione: c’è una differenza sostanziale tra chi muore con Covid e chi muore di Covid, visto che il dato relativo a questi ultimi è notevolmente inferiore a quello relativo ai primi.

La vicenda: medico tranquillizza paziente sul covid-19

Non lo avesse mai detto: merita perciò di essere denunciato, la mamma deve tempestivamente cambiare medico, per dare un messaggio a sua figlia, facendole così capire che quello detto dal medico non sono altro che fesserie, bugie. Bisogna senz’altro “comunicare l’avvenuto a chi di dovere”. E via così valanghe di insulti contro il povero medico.

Senza neanche sapere la provincia a cui si fa riferimento, gente da tutta Italia ha commentato il racconto di questo “fatto” con odio e rabbia: nessuno ha pensato che forse la provincia in questione sia poco abitata ed effettivamente i pochi contagiati siano stati tutti asintomatici? Non è forse lo stesso ragionamento alla base della divisione dell’Italia in tre zone diverse?

Una rabbia cieca, forse dettata dalla paura che assale tutti noi quando ci viene riproposto più e più volte il “bollettino del terrore”, con tutti quei casi e con tutti quei morti. Nonostante ciò, ognuno dovrebbe mantenere un distacco e non perdere mai la ragione, riflettendo ed informandosi accuratamente prima di giudicare pesantemente qualcuno.

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